
La cooperativa
Chi siamo, cosa facciamo, come lo facciamo
La storia
La nostra storia comincia con don Olinto Marella e con la sua opera per gli ultimi, tra Pellestrina e Bologna. Dopo la sua morte, gli enti da lui fondati si sono strutturati per rispondere in modo più attuale alla complessità del presente: la Fraternità Cristiana Opera di Padre Marella Città dei Ragazzi ha continuato la sua opera adattandola ai volti che l’esclusione ha assunto nei decenni. Dagli orfani del dopoguerra alle persone senza dimora, dalle dipendenze alle persone migranti, dalla solitudine degli anziani alla sofferenza mentale, fino a chi chiede sicurezza, protezione e futuro.
Oggi l’Opera gestisce comunità residenziali di accoglienza e inclusione, sociosanitarie e terapeutiche, progetti di integrazione sociale, servizi per l’abitare e di contrasto all’emarginazione, percorsi di formazione e inserimento lavorativo nel territorio bolognese e ravennate.
La cooperativa sociale Opera di Padre Marella nasce nel 2026 per dare a questa storia una forma nuova, traendo ispirazione dal passato: don Marella credeva nei valori della cooperazione e fondò cooperative sociali per promuovere la persona e la dignità del lavoro.
Con il trasferimento delle attività sociali del ramo ETS della Fraternità Cristiana alla cooperativa, torniamo a far vivere il sogno originario di don Marella, ridando centralità a lavoratrici e lavoratori, persone accolte e comunità locali.
La scelta cooperativa è una scelta di coerenza: un’opera fondata sulla dignità del lavoro non poteva che diventare, essa stessa, un luogo di lavoro partecipato e democratico.
La missione
La cooperativa persegue la promozione umana e l’inclusione sociale delle persone in condizione di povertà, esclusione e vulnerabilità, attraverso due strade che don Marella teneva unite e che la cooperativa, a scopo plurimo, mantiene tali: i servizi socioassistenziali, educativi e di accoglienza, e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Accogliere e accompagnare al lavoro sono due momenti di un unico processo educativo, che trasforma chi lo attraversa da entrambe le parti: chi è accolto e chi accoglie, chi cambia e chi accompagna. Dall’ascolto del bisogno alla casa, dall’apprendimento all’autonomia, fino al momento in cui la persona non ha più bisogno di noi.
Non assistenza, ma giustizia sociale praticata ogni giorno, con metodo e con una grande ispirazione: quella di don Marella, un modo di stare nel mondo e in relazione con le persone con serietà, coraggio e senso di giustizia.
La visione

Il simbolo della cooperativa è un tarassaco: un fiore che non trattiene, ma libera. I semi non restano attaccati allo stelo: volano, e là dove arrivano generano vita nuova. È ciò che vogliamo essere: un luogo che non lega a sé le persone che accoglie, ma le prepara e le lascia andare, come don Marella ha fatto con la sua opera e come la Fraternità Cristiana ha fatto con noi.
Ogni percorso concluso è un seme che vola e porta con sé qualcosa di ciò che ha vissuto e imparato.
I tre colori del nostro logo dicono la stessa cosa: il rosso dell’urgenza, che spinge ad agire davanti all’ingiustizia e alla sofferenza; il blu del dialogo e della pace; l’oro della dignità di ogni persona. La nostra visione è una società in cui l’accoglienza non sia emergenza ma cultura, dove chi è stato accolto diventa a sua volta capace di accogliere. Il seme che si fa fiore e torna seme… e ogni seme è un nuovo inizio.
La nostra politica
La cooperativa unisce due tradizioni che vivono di valori comuni: i principi del movimento cooperativo (mutualismo, democraticità, spirito comunitario, legame con il territorio) e quelli della Dottrina Sociale della Chiesa, dalla centralità della persona al bene comune, dalla fraternità alla sussidiarietà, che traduciamo in scelte operative.
La persona prima della procedura
Ogni percorso è costruito accanto alla persona, non sulla persona. L’accoglienza è universale e laica: la radice cristiana dell’Opera vive nella pratica, mai nell’esclusione di qualcuno.
Lo stile come metodo
Il modo in cui parliamo è già una forma di cura. Scegliamo una comunicazione accogliente e mai ostile, perché il linguaggio con cui nominiamo le persone è il primo modo in cui le trattiamo.
Educare, non assistere
Ogni servizio è un contesto di apprendimento, per chi è accolto e per chi lavora. L’obiettivo non è gestire il bisogno, ma renderlo superabile e trovare soluzioni anche dove ancora non esistono.
La competenza come rispetto
Équipe qualificate, formazione continua, impatto sociale. La buona volontà è essenziale ma non basta: la qualità professionale dell’intervento è la prima forma di riconoscimento della persona.
Il lavoro dignitoso
Promuoviamo l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e garantiamo, con la stessa serietà, condizioni giuste e partecipazione reale a soci e lavoratori.
Il territorio come alleato
Coprogettiamo con istituzioni, Terzo Settore, imprese e reti di volontariato: l’inclusione non è un servizio che si eroga, ma un processo che una comunità intera realizza insieme.
Nessuno è uno scarto
È la nostra idea di sostenibilità, sociale prima che ambientale: ogni persona e ogni risorsa ha un valore da rimettere in gioco. Contrastare lo spreco di risorse, talenti, vite è già un seme che aspetta di germogliare.
La memoria come domanda
Custodiamo e rinnoviamo la storia da cui veniamo non per celebrarla, ma perché continui a interrogare le nostre scelte e a ispirare nuove strade.
Scopri cosa facciamo
Le nostre attività, i servizi e le comunità sul territorio.

